American Standards

Recensione a cura di Valeria Campagnale

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3/4/20222 min read

Band: American Standards
Titolo: Anti-Melody
Genere: Hardcore punk

Tracklist:
1.Writers Block Party
2.Carpe Diem, Tomorrow
3.Church Burner
4.Bartenders Without Wings
5.Danger Music #9
6.Cancer Eater
7.Broken Culture
8.Chicago Overcoat

Tracklist:
Brandon Kellum- Vocals
Corey Skowronski- Guitar
Steven Mandell- Bass
Mitch Hosier- Drums

American Standard, nati nel 2011 hanno alle spalle un EP omonimo, tre album completi, più questo nuovo “Anti-Melody”, pubblicato proprio questo anno. Un lavoro molto toccante e pieno di emozioni.

"Anti-Melody" contiene otto tracce, nelle quali il sentimento che predomina è la rabbia, estesa sotto varie forme, che va ad intrecciarsi in aspetti differenti come depressione e dolore.

La loro musica si intreccia tra hardcore, punk ed una buona dose di noise, creando una musicalità indistinta e ruvida, con testi che toccano problematiche politiche e sociali, ed ogni singolo brano, colpisce con violenza.

Anti-Melody risulta essere un lavoro duro, in ogni canzone viene avvertita lasciando un livido nell’anima e concretizzando gli American Standard fautori di un ottimo lavoro.

La voce risulta essere l’intrattenimento principale, tra urla e cantato pulito, ed è proprio questo alternanza vocale che rende variegato l’album, ma non solo, la batteria tumultuosa ed i grandi riff affilati, riescono a creare l’atmosfera perfetta per sorreggere le tematiche ed i timbri vocali proposti. Veniamo ai brani:

L’album si apre con l’ottimo brano “Writers Block Party”, ben strutturato e contenente ottime linee di basso, nonché una voce irruente ed una musica aggressiva.

Segue “Carpe Diem, Tomorrow”, punk immerso nello stile metalcore, creando un bellissimo disordine musicale he riesce a catturare tutta l’attenzione.

La terza traccia, “Church Burner” , un pezzo quasi magnetico, ipnotico.

A seguire, l’intensa e malinconica "Bartenders Without Wings”, che oltre a trasmettere tristezza, porta con sé una grande rabbia, in un brano dal ritmo veloce.

“Bartenders without Wings”, è un pezzo che riesce a trasmettere inquietudine, sempre caratterizato dalla voce di Brandon Kellum.

Si respira aggressività e caos nel brano successivo “Danger Music #9”, che risulta essere un pezzo molto immediato e crudo.

Bellissimo brano il seguente “Cancer Eater”, uno dei brani migliori dell’album, così come “Broker Culture” che si differenzia da tutti i brani per la sua impronta musicale.

Chiude “Chicago Overcoat”, un brano quasi intimista ed emozionante, come del resto l’intero album.

Un grandioso album “Anti-Melody”, tanti i contenuti custoditi nei testi, buona e salda musica ed una buona produzione, per un disco di punk passionale, irruente e pungente che tratta dei drammi che la vita ci pone lungo il cammino di ognuno di noi. Grandi gli American Standards, in un solo album sono riusciti, in modo ottimale, a racchiudere energia, rabbia e malinconia in soli otto brani.

80/100