Gabriels

Ottimo concept album lungo al punto giusto che scorre piacevolmente, i brani sono pieni di emozioni che riescono coinvolgere chiunque lo ascolti non ci sono punti deboli, è un album per la sua integrità e per le tematiche che affronta

REVIEWS INSANE VOICES LABIRYNTH

10/31/20226 min read

                                                                                                          Recensione a cura di Daniele Blandino

Gabriels è un pianista/tastierista e compositore Italiano con un bagaglio Classico/Sinfonico e Metal. Tra i suoi lavori la Rock-Opera “Prophecy” con alla voce Mark Boals e performances dal vivo con Fabio Lione.

Gabriels, figlio d’arte, è stato educato dal padre sin da tenera età allo studio del Pianoforte; tra i suoi Maestri, Salvatore Calafato, Olivia Carauddo, ma è con la Prof.ssa Antonietta Salpietro che raggiunge il diploma di laurea di I livello al Conservatorio di Musica A. Corelli di Messina. Interessatosi di Medicina dell’arte, frequenta i corsi di “Foniatria artistica” del Dott. Foniatra Alfonso Gianluca Gucciardo, del Dott. Foniatra Franco Fussi e sulla “Voce professionale” della Dott.ssa Logopedista Sabine Hofmann. Nel frattempo, al conservatorio Corelli di Messina, consegue il diploma di laurea di II livello all’ “Indirizzo Tecnologico” a Subindirizzo Compositivo, frequentando anche corsi inerenti come il “Nu.Ba.Di.” (Nuovi bacini d’impiego) e facendo tirocini del settore nello Studio di registrazione “Studiotape” di Catania; Segue stage formativi di canto moderno del M. Luca Pitteri; i corsi sul metodo "Voicecraft"; tenuti dalla Prof.ssa Elisa Turlà. Segue corsi sul Musical tenuti da Michele Paolicelli. Parallelamente agli studi Classici lo vediamo anche occupato nel Rock, nella leggera, nel blues e nel Metal. Si esibisce in territorio nazionale e ha partecipato a numerosi concorsi, piazzandosi sempre in buone posizioni tra cui:

“L’ACCADEMIA DELLA CANZONE DI SANREMO”, “STARSPRINT” (Fiuggi – 1° Premio), “PER PROPORTI A SANREMO” (Anzio, Latina), “GRAN PREMIO DELLA CANZONE ITALIANA” (A.R.A.A. – Roma). Interpreta il ruolo di Gesù nella Rock-opera “Jesus Christ Superstar”, messa in scena dalla scuola “Sicilia Danza” di

Milazzo-Barcellona (regia e coreografie di Gianni Martino). Interpreta il ruolo di Gringoire nel musical “Il Gobbo di Notre-dame” di Riccardo Cocciante, messo in scena dalla scuola “Sicilia danza” (regia di Giovanni Puglisi-coreografie Gianni Martino). Componente della “Fabio Lione (Rhapsody) Band” come

Tastierista. Tiene seminari di “Ecologia Acustica e Ipoacusia professionale” (dedicato a musicisti, fonici, DJ) inoltre di "Comprendere ed Analizzare il suono"(dedicato a tutti i musicisti soprattutto cantanti). Ha collaborato con una Metal web-zine (www.metallizzed.it) che si occupa anche di Musica Classica, scrivendo recensioni e articoli. Collabora con associazioni, scuole di danza e di musica svolgendo attività di insegnamento e performance (come la “Sicilia Danza”, “The Soul of Music” dei Maestri Fabio e Ivan Lazzara. E’ titolare della “Soundimension Records”, Studio di registrazione/Scuola di Musica sito in Milazzo (ME).

Ottimo concept album basato sul film Dracula, le atmosfere cupe e infernali vengono percepite ed ampliate dalla musica di questo lavoro, inoltre l’autore riesce pienamente a coinvolgere gli ascoltatori.

L’album contiene 14 brani la durata è di 1 ora 25 minuti e 31 secondi, a prima vista la durata potrebbe sembra eccessiva, ma, ascoltandolo ci si accorge che “scorre” bene ed è anche molto immersivo.

La lineup è la seguente: membro fisso Gabriel con diversi special guest che verranno rilevati durante l’audizione, anche l’Artwork è molto evocativo e già dall’immagine si delinea la strada che l’autore vuol intraprendere.

Il viaggio all’interno di Dracula inizia con “i am a Dragon”, brano molto intenso e coinvolgente, tecnicamente ben eseguito, senza sbavature, ogni musicante ha il suo spazio e non interferisce con gli altri, inoltre la voce potente del cantante si sposa bene col soundwrithing;

Il secondo brano: “Mina’s nightmare” ha un aria più cupa ed inquietante, un brivido gelido corre lungo la schiena esaltato ancor di più dalla parte strumentale e rendendo reale un certo disagio, ottima prestazione degli artisti, capaci di emozionare e rendere tangibili le emozioni prodotte dalla musica;

La terza traccia: “Hypnosis” è anch’essa molto bella anche se leggermente meno coinvolgente e quasi di rilassamento, ma ugualmente carico di emozioni; le note sembrano formare un tappeto in cui un sogno ipnotico si poggia con maestria;

La quarta traccia: “In the Dragon’s Castle” ha una intro di sestiere alquanto inquietanti, in stile “Goglin”, la chitarra acustica rende il tutto impregnato di ansia palpabile e, nello stesso tempo, irreale, sembra quasi che improvvisamente debba palesarsi un mostro in grado di catturare sia il corpo, sia lo spirito;

Un’atmosfera di arpeggi di chitarre, violini e violoncelli fanno da accompagnamento ad una voce dolce e suadente in questa quinta traccia dal titolo “Mina’s Destiny”. La disperazione della ragazza è tangibile ed esaltata dalle tastiere, ma un assolo di chitarra, sul finire, sembra far tornare un briciolo di speranza.

La sesta traccia dal titolo “Van Helsing Entrance” è un brano epico molto coinvolgente, l’entrata in scena” di un eroe sembra cambiare il canovaccio del film, un songwriting di tastiere ben orchestrato suscitano nel pubblico pensieri positivi e di speranza provocando anche profonde emozioni;

Con questa settima traccia “Dragonblood”: le atmosfere di speranza del brano precedente vengono spazzate via e al loro posto ritornano la paura e l’ansia, la voce femminile tenta di stemperare la tensione creata magistralmente dagli autori, ma i suoi sforzi risulteranno vani, l’emozione volutamente creata dalle note è molto forte. Brano eseguito molto bene, la tecnica è perfetta e la scelta sembra dare i risultati desiderati;

Una intro di pianoforte introduce l’ottava traccia: “My master”, brano lento e molto evocativo, emozioni molto forti e contrastanti nascono nell’animo dell’ascoltatore; come per le tracce precedenti il pubblico è completamente coinvolto e quasi trasportato in un mondo assurdo di paura e confusione immedesimandosi ai protagonisti del film provando anche le stesse emozioni e gli stessi sentimenti dei personaggi di esso. Essendo una pura ballad questo brano non ha movimenti veloci, è molto ben eseguito, le voci maschile e femminile che si alternano si amalgamano perfettamente all’intero discorso musicale ed aprono i battenti alla seconda parte del lavoro che sarà tutta da scoprire;

L’ambientazione della nona traccia: “It Lives in Transylvania” è palese, e si evince anche chi potrebbe essere il protagonista, interpretato magistralmente dalla voce profonda del cantante, i colpi di scena si susseguono a ritmo incalzante e le “immagini” scorrono veloci nella mente. Un film immaginario di emozioni che nascono dalle note della musica lasciando spazio ad emozioni sempre più contrastanti; decima traccia “Marching to the Castle”: brano molto lento e quasi marziale almeno dell’intro poi parte in tutta la sua potenza atmosferica ed ambientale, chi ascolta e sempre al centro della scena che viene descritta, tutto questo significa che il pubblico è sempre più coinvolto sia nei sentimenti, sia emotivamente.

Una campionatura di temporale introduce l’undicesima traccia: “Vampire’s Den”, brano molto scuro, profondo e triste, che viene immediatamente percepito dal pubblico, ma la speranza di un lieto fine è sempre presente, ed è proprio questa sensazione di speranza il punto di forza del gruppo, inoltre riescono a rendere un brano cupo e triste non oppressivo e pesante.

Dodicesimo brano “An Impossible Love”: è una ballad di stampo classico con voce femminile melensa ma non troppo, come si evince dal titolo parla di un amore impossibile tra i due protagonisti, chi ascolta sente e prova di persona la sofferenza della ragazza, il duetto con la voce maschile è ben armonizzato e fa sentire tutta la sua potenza espressiva.

La tredicesima traccia: “Nameless” è un brano leggermente più allegro del precedente e molto più veloce, il lavoro, pur avvicinandosi alla conclusione, non ha nessun abbassamento di concentrazione, non traspare nessun segno di stanchezza da parte degli artisti, situazione trasmessa anche al pubblico che non presenta nessun cedimento; il soundwrithing è ottimo.

Con la quattordicesima traccia intitolata “Your Time Is Up” si conclude il loro lavoro, il viaggio conclusivo intrapreso viene evidenziato ed esaltato magistralmente d un intreccio di voce maschile e femminile di elevata efficacia; il pubblico, a questo punto, si sente appagato e felice di essere stato portato per mano dagli artisti attraverso le immagini suscitate dalla musica, un cammino non senza insidie ma scevro di punti oscuri, il “film” scorre come un fiume dal titolo fino all’ultimo fotogramma lasciando fino alla fine col fiato sospeso un pubblico sempre attento e partecipe.

Ottimo concept album lungo al punto giusto che scorre piacevolmente, i brani sono pieni di emozioni che riescono coinvolgere chiunque lo ascolti non ci sono punti deboli, è un album per la sua integrità e per le tematiche che affronta, molto forte, non è di facile ascolto, per cui sarebbe opportuno sentirlo più volte per poterlo apprezzare a pieno, è un album che all’inizio potrebbe spaventare ma non fatevi ingannare è molto scorrevole. Lo consiglio a tutti quelli che cercano una musica che susciti emozioni forti ed agli amanti del genere e non solo, è un ottimo album anche per i novizi

98/100

Dragonblood (Damned Melodies)