Hanormale

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10/10/20224 min read

Hanormale nasce nel 2009 da un progetto Psycho Di Arcanus Incubus, nel 2010, il primo album della band (ai tempi formata dai soli Arcanus Incubus e Rod Vin.) viene alla luce con l'etichetta indipendente Vomit Arcanus Productions. Il titolo dell'album è “Oni Monogatari”, un concept sulla demonologia giapponese. Nel 2015 Hanormale firma Un accordo con Dusktone per la pubblicazione di 2 album.Per il secondo album, nel 2015 gli Arcanus Incubus contattano il batterista Marco Zambruni (memorabile batterista dei Grinder Brainwash) chiedendogli se potesse suonare Blast Beat a 170 Bpm per 40 minuti senza pause. Marco accetta la sfida e, dopo un po’ di allenamento, i due ragazzi si incontrano e registrano le tracce di batteria. A questo ritmo altri musicisti suonavano basso, pianoforte, sax, flauto, viola, violino, percussioni industriali, ascoltando le tracce precedenti, estemporanea di 40 minuti con il suo strumento, correndo il rischio di entrare nell' abisso senza ritorno della follia. L’unico modo possibile per descrivere il nuovo album del 2019 di Hanormale "Reborn In Butterfly” in un solo modo: "Le Idee Vengono Dal Caos". L'album è introdotto dal primo brano che si discosta dal metodo compositivo dell'opera, come tributo al metodo compositivo dell'opera, come tributo ai Twin Peaks e come collante con l'imperdibile album precedente. Nel 2020 Dusktone pubblica una versione restaurata del primo album “Oni Monogatari". nel flusso creativo delle nuove canzoni, gli Arcanus Incubus hanno sentito il bisogno di fare alcuni cambiamenti all'interno della band; infatti, Alessandro Mori (Devoid Of Thought, Total Death) viene aggiunto come terzo batterista. A sostegnodi Mox Cristadoro e Marco Zambruni, sempre presenti nella lineup. Alessandro ha suonato anche una batteria completamente costruita con bidoni, creando, ancora una volta, un suono unico da inserire nei mille strati di Hanormale. Inoltre, Ilpolistrumentista Stefano Ferrian (Syk, Psychofagist, Nakedyan) si unisce alla band anche come nuovo sassofonista. 05/05/2022 ancora una volta viene alla luce un album unico nel suo genere, con l';etichetta giapponese Zero Dimensional. L’Unzione Catartica Dell' Eterodossia In Resilienza (Una Rapsodia Black Metal) che Zero Dimensional Record ristampa anche con 6 bonus track.Album di experimental black metal con tante sfaccettature, della durata di 57 minuti e 18 secondi ed è composto da 9 tracce.Le tematiche che la band affronta maggiormente sono quelle del folklore giapponese, l’artwork e un disegno in bianco e nero che non fa bene intendere le tematiche che il gruppo vuole affrontare.La scelta di una musica simile a quella dei giochini a 8 bit degli anni ’80 come intro alla prima traccia “ARECIBO Interstellar” non è adeguata, disorienta l’ascoltatore lasciandolo perplesso sulla scelta, inoltre sembra che gli interpreti suonino note quasi a caso, senza una linea comune, cercando di dare al brano una parvenza quasi techno-dance, inoltre anche la durata (6’10”) è eccessiva.Nel secondo brano: “Siate la stilla” si cambia completamente genere: brano recitato con un leggero sottofondo musicale, ingiudicabile dal punto di vista musicale, inoltre anche la recitazione non è delle migliori; non si capisce ancora quale è la tematica del lavoro e tantomeno cosa vogliono trasmettere al pubblico;Sembrerebbe che con la Terza traccia “Homo Homini Deus / Porcu” le cose migliorino, l’inizio in stile black metal sembra portare un po’ di sonorità, ma è solo un’illusione, la voce pessima del cantante, unita ad un guazzabuglio di sonorità dal black al jazz rock, rendono il brano inascoltabile; anche il sax sembra quasi buttato lì a caso tanto per dare un po’ di colore, inoltre la scelta di unire due brani non sembra appropriata; anche questa quarta traccia: “The Salaryman (With a Metal Drill Penis)” è composta da un insieme di note e ritmi che, messi insieme, producono una cacofonia, la durata è notevole; 10 minuti e 48 secondi dipura miscellanea di ritmi e note che non hanno un filo conduttore, infine la voce non è delle migliori. Anche la quinta traccia “Solipsism Nyctophilia” è in linea con le precedente con troppi generi mescolati insieme, sembra che la band sia alla ricerca di qualcosa che possa unire i vari elementi del gruppo, il brano cantato in italiano, con la voce femminile che non aiuta a renderlo apprezzabile; sesta traccia “Meal of Justice (Revenge of the Old Dying Horse)”: brano senza mordente, lento poco coinvolgente ed inutile ai fini del album. Mescolano dello stesso brano diversi stili musicali, senza una ragione e il sax e messo li senza aver studiato bene quando deve entrare, la voce del cantante e pessima;Il sax in stile jazz introduce la settima traccia: “Mamedanuki”, per poi lasciare il posto agli altri strumenti che entrano gradualmente; brano leggermente migliore dei precedenti, ma proprio leggermente, non basta a rendere positivo l’intero lavoro, come al solito ci sono troppi stili diversi al suo interno, la voglia di sperimentare nuove sonorità porta il gruppo ad eccedere nell’intento con risultati piuttosto negativi, lavoce pulita non è all’altezza:L’ottava traccia “Kioku no Rekka, Sonzai no Owari” è un altro brano cantato in italiano, con questa canzone il gruppo ha fatto un passo indietro, la mescolanza di sonorità molto diverse tra loro lo rendono di poco gradimento, la sperimentazione portata all’esasperazione non paga.
L’album si chiude con “Black Metal Rhapsody (Queen cover)”: cover del famoso brano dei Queen, con questa traccia il gruppo ha proprio toccato il fondo, un testo riscritto e “corrotto” in chiave black metal. Le sperimentazioni prodotte in questo lavoro non hanno portato i loro frutti ma in futuro aspetto cose più apprezzabili nella propria proposta artistica.

Voto 10/100

Daniele Blandino