Entrapment

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2/21/20221 min read

Recensione a cura di Stefano Colosi

La Dawnbreed records fa uscire il nuovo album degli Entrapment,band originaria di Groningen comandata dal leader Michel Jonker che decide di porre fine dopo 10 anni alla sua creatura con questo”Violent Imminent Death”.

Il factotum si muove con abilità' in quello che e' ovviamente pane per i suoi denti,ossia quel Swedish Death che ha fatto scuola agli inizi degli anni novanta grazie a Entombed, Dismember e compagnia bella; 30 minuti dove non si prova ad inventare nulla ma non era quello l'obiettivo del buon Michel... Nessuna intro o simili per provare a ricreare un pò di atmosfera,ma si parte subito con una bella cavalcata Death 'n' roll, col cantato sguaiato di Michel sempre in primo piano;atmosfera che arriva con il suono delle campane del secondo pezzo che e' una sorta di collante per la terza Sanctifying Putrescent.

I pezzi si aggirano intorno ai tre massimo quattro minuti ed e' la durata giusta per non appesantire l'ascolto ma anzi mantenerlo sempre vivo,con giusto equilibrio tra parti più' aggressive e parti ragionate/mid tempos come di riff piu' grezzi e altri che vanno a ricercare la tipica melodia svedese. I pezzi che mi hanno preso di più' sono “Sanctyfing Putrescent” e le ultime due”Morbid Habitation” e “Process of Dehumanization”; ultima informazione, l'album è uscito l'11 Maggio,giorno dove si sono esibiti in un live d'addio al Graveland Open Air.

Ripeto assolutamente nulla di nuovo ,ma secondo il mio parere fatto bene e che sicuramente piacerà a chi ricerca ed è nostalgico di questo tipo di sonorità';non ci resta che augurare la miglior fortuna a Michel per il suo prossimo progetto o eventuale ritorno con i suoi Entrapment.

70/100