Grin in Fear

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2/10/2022 2 min read

Recensione a cura di
Claudio Cerutti

I Grin in Fear sono un gruppo Italiano nato a Cagliari da artisti di ritorno in terra sarda dalle loro esperienze in giro per il mondo. La band nasce tra il 2017 e il 2018, trovando con il tempo una formazione stabile che vede Sara Mei alla voce, Ambra Deagostini (Blind Horizon) ed Eros Melis (Holy Martyr,Irreverence) alle chitarre, Mariastella Scanu al basso e Marco Scafidi (Blind Horizon) alla batteria. Come si evince la band è composta per tre quinti da agguerrite girls! I Grin in Fear propongono un solido death metal con fraseggi melodici e influenze thrash, debitore in masssima parte dalla gloriosa scuola svedese di metà anni 90. Gruppi come gli At The Gates ,The Haunted e Dark Tranquillity, sono da annoverarsi chiaramente tra le fonti di ispirazione primarie per la creazione del loro sound. Nel 2020 la band firma un contratto con la teutonica Heathen Tribes Recods a cui segue la release nel luglio di quest'anno, del disco di esordio “Legion”. L'album si apre con la recitazione in latino di un versetto della Bibbia (Marco 5,1-9), in cui si narra Gesù intento a liberare un uomo posseduto da una moltitudine di demoni, la “Legione” appunto. Ouverture di sicuro effetto che fa calare l'ascoltatore nel mood del disco. Il disco parte in quarta con la tirata “Legion” in cui salta immediatamente all'attenzione l'ottimo growl della singer Sara Mei (piacevole costante all'interno del disco) e gli intrecci melodici delle chitarre ben incastonati nel stuttura extreme metal del pezzo. Il singolo del disco “Put your Mask on” con il roccioso riff centrale è un altra piacevole rasoiata senza compromessi, un ideale “biglietto da visita” per la band, che si esibisce sicura di se all'interno dei canoni del suo genere di appartenenza.

Da segnalare tra le altre, l'ottima “A Secret Family” in cui si susseguono una montagna di riff di ottima fattura e in chiusura la brutale “Nocturnal Panic”. “Legion” è senz'altro una buona uscita all'interno della scena italiana thrash death, con una serie di brani incisivi e pressoché nessun calo di tensione, che rende l'album compatto e pensante come un blocco di granito. La totale fedeltà ai dettami del genere se da un lato è pure apprezzabile, dall'altro è un po limitante e la band avrebbe potuto osare un po di più per cercare qualche soluzione più personale e smarcarsi dalle soluzioni collaudate delle loro band di riferimento. “Legion” verrà apprezzato dai cultori de genere, e i Grin in Fear hanno le capacità tecniche e l'esperienza per continuare il viaggio appena intrapreso nei meandri oscuri dell'extreme metal tricolore. Apprezzabile l'artwork del disco il logo della band e la cura del sito internet. Buon esordio, si attendo future conferme!

69/100