Malvento-Abigail-Malauriu

REVIEWS INSANE VOICES LABIRYNTH

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2/11/20224 min read

Recensione a cura di Edoardo Goi

Davvero succulento questo split pubblicato in collaborazione fra le etichette Take This Torch Prod./Narcoleptica Prod., che vede unire le forze due fra le band più rinomate della scena estrema italiana (Malvento e Malauriu) e la cult black/thrash band giapponese Abigail (fondata dall'ex bassista dei celebri blackster Sigh nel lontano 1992).
Il risultato è un pacchetto al contempo molto compatto ma anche in grado di mettere in risalto le peculiarità stilistiche di ogni soggetto coinvolto che, sul terreno comune dell'amore per il metal estremo old school, riesce a contribuire alla buona riuscita finale in virtù di una personalità decisamente definita. L'onere e l'onore di aprire le danze spetta ai napoletani MALVENTO (composti da Zin al basso e alla voce, Nefastus alla chitarra e Incinerator alla batteria), veterani di lungo corso della scena italiana (la fondazione della band risale infatti al lontano 1996) che, dopo averci proposto una INTRO decisamente oscura a base di malsani synth e inquietanti parti recitate dai toni sacrali, ci sorprendono con la ferale SIGNORE DEL DESERTO; ci sorprendono in quanto avevamo lasciato la band alle prese con dense sperimentazione dark sound e industrial nelle loro ultime uscite (il full lenght “Pneuma” del 2017 e lo split “Ars Regalis” in compagnia dei particolarissimi The Magik Way del 2018), mentre li ritroviamo qui alle prese col riappropriarsi delle loro radici più grezze e brutali con un brano che, fatta salva la matrice personale del combo partenopeo, pesca a piene mani dalle mosse di acts leggendari quali Hellhammer, primi Bathory e i Darkhtrone dei rivoluzionari “A Blaze … “ e “Under a Funeral Moon” (ma anche del più grezzo “Panzerfaust”). Il risultato di questo “ritorno alle radici” è un brano efficacissimo e penetrante, reso ancora più incisivo e atmosfericamente pregno dalla capacità dei nostri di creare muri di oscurità inscalfibili anche quando si tratta di mettere sul piatto pochi, calibrati, ingredienti (nonché dall'uso dell'italiano nelle liriche, come sempre foriero di ambientazioni peculiari). Un mid tempo pesantissimo e ammorbante, solo di rado brutalizzato da oculate quanto macilente accelerazioni, capace di donare più di un brivido lungo la schiena agli amanti dei pionieri del metallo nero. Pionieri che vengono forse ancor più onorati col successivo brano, ancora firmato dai Malvento e intitolato NEL SEME IL GERME, in cui l'influenza dei primissimi Celtic Frost va a braccetto con la monoliticità sanguinolenta dei Von e con l'approccio belluino dei primissimi Immortal e dei Dark Funeral del primo mini omonimo per generare un ibrido tanto furibondo quanto marcio che, in meno di due minuti e mezzo di durata, rade al suolo ogni possibile speranza di difesa da parte dell'ascoltatore, concludendo nel migliore dei modi la parte dello split firmata Malvento.Tocca quindi ai giapponesi ABIGAIL mettere a ferro e fuoco i nostri padiglioni auricolari grazie al loro black/thrash slabbrato e furibondo. Fondati, come già detto, dall'ex bassista dei cult heroes black metal nipponici Sigh, Yasuyuki (che si prende carico anche della voce), e con una line up a tre completata da Jero alla chitarra e Youhei alla batteria, i nostri non indugiano un secondo nel loro intento devastatore, colpendo subito durissimo con la parossistica GODS OF KHAOS ENDLESS WAR, brutale assalto che mescola in modo quanto mai grezzo e impellente i primissimi Bathory, Sodom e Kreator, con una spruzzata di Aura Noir a insaporire il tutto. La loro proposta non per palati fini, tanto dal punto di vista stilistico quanto da quello esecutivo, ma risulta efficacissima nella sua belluina quanto sguaiata esposizione (la voce del mastermind risulta decisamente esplicativa, in tal senso, con la sua impostazione stridula al limite del fastidioso), colpendo perfettamente il bersaglio prefissato. Non è da meno (e non poteva essere diversamente, vista la “delicatezza del titolo) la successiva BLOOD YOUR LOVELY PUSSY. Velocità sostenutissime al limite del deragliamento unite a chitarre sferraglianti e rugginose (benché capaci di lanciarsi in assoli ficcanti tutt'altro che disprezzabili), il tutto elevato all'ennesima “ignoranza” dalle vocals belluine del buon Yasuyuki, caratterizzano e marchiano a fuoco questo secondo e ultimo brano targato Abigail, lasciando l'ascoltatore piacevolmente elettrizzato di fronte a una tale manifestazione di puro impeto e incontrovertibile attitudine.vSpetta quindi ai siciliani MALAURIU (band catanese fondata nel 2013 da Schizoid, che qui si occupa della chitarra, per una line-up completata da S/T al basso, Venor alla voce e Morg alla batteria) il compito di chiudere in bellezza lo split, vergando due brani (un originale e una cover) più un'outro di ottimo livello.vSi parte alla grande con l'originale EVIL LUST, brano col quale i nostri ci sparano in faccia tutto il loro amore per la seconda ondata del black metal scandinavo, fra echi dei migliori Mayhem, Darkthrone e Marduk (i primi), condendo il tutto con nefandi richiami alla band della prima ondata (Hellhammer e Bathory su tutti) e con l'aura di necro sound tipicamente italiano che da sempre ne caratterizza l'operato. Un brano che colpisce duro e senza alcuna pietà, riconfermando i Malauriu ai vertici della scena italiana, per quanto concerne determinate sonorità. Ottimo anche il tributo pagato alle leggende del punk italiano Nerorgasmo grazie alla sentita quanto riuscita cover del loro classico DISTRUTTORE, resa in modo assolutamente coerente tanto al sound Malauriu quanto all'atmosfera generale dell'intero split, chiuso poi dai nostri in modo quanto mai efficace grazie a un' OUTRO tetra e inquietante a base di sample, synth e rumoristica varia.

Cala così il sipario su uno split intenso e ricco di spunti di interesse, onorato al meglio da tutte e tre le band partecipanti e che non potrà che soddisfare completamente i palati degli ascoltatori maggiormente avvezzi al sound e all'attitudine del metal estremo old school nella sua forma più sincera e oscura (il tutto reso ancora più appetibile da un artwork splendido, griffato Welt (Yama Tattoo), mentre il layout è a opera di Azmeroth Szandor).

Se fate parte di questa categoria di appassionati, fatelo vostro senza indugio. Gustosissimo.

80/100