Max Montanari

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2/11/20222 min read

RECENSIONE A CURA DI JENN SAMAEL LOTTI

Il progetto ha avuto inizio nel 2006 con un gruppo hard rock italiano di fine anni '90, i PERIKOLOGENERIKO, band oggi sciolta. Per quanto ambizioso e promettente, quel lavoro non era mai stato terminato. Nel 2020, il cantante Max Montanari decide di dare completezza a quel progetto. Il titolo costituito da un acronimo risulta molto particolare. Ogni lettera rappresenta un vizio capitale, nell’ordine: Superbia, Avarizia, Lussuria, Invidia, Gola, Ira e Accidia, ovvero, “S.A.L.I.G.I.A.“. La copertina, molto suggestiva, rappresenta sette rose bruciate che sono l’emblema stesso del progetto. Un dettaglio forse non fondamentale, ma che comunque va a impreziosire il tutto ed è sempre apprezzabile.

La prima lettera è la “S”, la Superbia, questo vizio è rappresentato da “Sogni l’Eterno“. Un pezzo inebriante le cui colonne portanti sono chitarra e batteria. Riff risoluti, chitarre distorte e assoli rendono questa prima traccia un inizio potente ed energico. Con la seconda traccia, “Fino in Fondo“, si passa all’Avarizia, peccato che riesce a descrivere alla perfezione. È il primo singolo dell’album ed è accompagnato da un video astratto, spigoloso e decisamente suggestivo. La parte ritmica e l’assolo sono notevoli e rivelano capacità tecniche non indifferenti, prestigiose.

Segue “Orgasmo Telematico“ e, già dal titolo, si può capire come rappresenti la Lussuria. Questa traccia descrive l’abbandono totale alle proprie passioni, assolutamente senza nessun controllo. Musicalmente ci sono da evidenziare i vari cambi di ritmo che lo rendono un brano energico, ma anche giocoso e molto trascinante.

“Ti Distruggerà“ è l’Invidia. Un pezzo travolgente con splendidi dialoghi tra chitarre e assoli ben calibrati.

Seguono “Niente Più Sa di Te” e “Incontrollabile“, che rispettivamente rispecchiano la Gola e l’Ira. Sono pezzi esplosivi che lasciano senza fiato, peccato che la qualità audio non renda semplice cogliere tutte le sfumature

del sound. La traccia conclusiva è “Tutto è Troppo Dentro Te“, ovvero l’accidia. È il secondo singolo ed è accompagnato da un video che descrive con immagini astratte e metaforiche, alla perfezione, il significato del testo.

Chitarra e batteria tornano ad essere i protagonisti assoluti e struttura portante del brano. In conclusione, avrei voluto ascoltare tutti i brani nelle

migliori condizioni, con un volume più costante e uniforme, mentre

purtroppo, in quattro tracce è stato difficoltoso apprezzare al meglio tutte le intonazioni e tutti i dettagli. I testi e la bella voce di Montanari sono il vero valore aggiunto di questo album. I testi in italiano si intrecciano con una musicalità solitamente più adatta alla lingua inglese, regalando all’

ascoltatore un prodotto unico nel suo genere. Dettagli tecnici a parte si tratta di un album strepitoso che meriterebbe maggiore cura e “una nuova veste”.

VOTO: 96/100