Ravenous

Recensione a cura di Jenn Lotti

REVIEWS INSANE VOICES LABIRYNTH

magazinerockersandotheranimals

3/9/20222 min read

I Ravenous sono una band canadese che combina elementi di Speed, Thrash, Power, Doom, Black e Progressive Metal riuscendo a creare un suono unico e armonioso e molto accattivante. In questo secondo album il protagonista è il Power Metal. L’album racconta dieci storie che ruotano attorno al concetto, ereditato dalla mitologia greca, di “Hubris” termine che descrive l'eccessivo orgoglio, arroganza ed ambizione che hanno portato alla scomparsa dei personaggi principali della storia… Il primo brano, "Carnage In Carthage", è un ottimo inizio, epico, ricco e molto promettente, racchiude l’essenza del grande Power Metal. La ricca introduzione orchestrale e l’uso sapiente di chitarre e batteria sono una perfetta introduzione all’album e dicono, con precisione, all’ascoltatore cosa aspettarsi dalle tracce successive… "Astral Elixir" e "Son Of Storms" proseguono sulla stessa linea: batteria veloce e potente e ottimi assoli che si combinano meravigliosamente con la voce, quasi “operistica”, di Voltaire. “Die 1000 Deaths” spicca per la velocità vertiginosa, la grinta e la ferocia che lo caratterizzano dall’inizio fino alla fine. È un pezzo decisamente adrenalinico. "Bridgeburner" si distingue per la sezione centrale dominata da chitarre acustiche e archi che si sovrappongono a voci chiare. "The Alder Queen" è un inno breve e dolce relativo al desiderio dei genitori di mantenere i propri figli al sicuro. È interessante il contrasto fra la dolcezza del testo e le sonorità energiche e velocissime tipiche del Power Metal. "March Of Hunger" ci porta nel territorio del metal melodico ed è una grande occasione per Voltaire per mostrare la propria estensione vocale. "Claw Is The Law" è un pezzo glorioso, ricco, dalle forti influenze “Pirate Metal”. I riff velocissimi , ma anche orecchiabili e divertenti lo rendono un pezzo difficile da ignorare che si lascia ascoltare e riascoltare… assolutamente trascinante, è il mio preferito dell’album. Dopo tanti pezzi velocissimi "Onwards And Upwards", una ballata potente e molto suggestiva. Chiude l’album “Of Beasts And Faust", dieci i minuti di puro sfarzo ed eccitazione. L’album include anche due tracce bonus. La prima è una cover molto interessante di “con te partirò” riarrangiata in chiave metal, ma mantenendone inalterato lo spirito e l’essenza. La seconda è una versione giapponese di "Die 1000 Deaths". Nel complesso si tratta di un album ricco, molto corposo, caratterizzato da uno scintillante speed metal e alimentato dalla furia del power metal con una voce potente, riff velocissimi e una scrittura incredibile.

78/100

Recensione a cura di Jenn Lotti