Rough Grind

Recensione a cura di Jenn Samael Lotti

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6/4/2022 2 min read

I Rough Grind sono un’ interessante band finlandese che ha avuto il suo esordio nel 2014 con l’ep “Son Of A Gun”. Dopo svariati singoli, un altro ep e l’album “Pieces Of Resistance” (del 2020) ritornano con un lavoro tutto nuovo: “Hardened". La band definisce il proprio sound come “Dark Roasted Rock” ma “Hardened” presenta anche molte influenze rock anni ‘80 e classic metal. È un album breve, sole sette tracce per un totale di appena 38 minuti di ascolto. Le prime due tracce sono entrambe uscite come singolo. Apre ottimamente l’album “Dreamchaser” che si distingue per la buona linea di basso, per alcune progressioni molto interessanti e per la melodia accattivante. Con “The Road Song” si passa a sonorità più leggere e scanzonate. È un pezzo divertente con chitarre e tastiere messe particolarmente in risalto. L’atmosfera è decisamente anni ’80. Segue “Allies Enemies” che da sferzata di energia vera e propria. È un hard rock ritmico e tagliente, con chitarre potenti e adrenaliniche, introdotto da un graffiante giro di basso. “Flags Fly Free”, introdotta da una sirena, aggiunge all’hard rock e al ritmo incalzante una punta melodica. Con “One By One” si cambia ritmo. È un brano melodic rock e dalle atmosfere quasi oniriche. La band svedese si mostra sempre perfettamente a suo agio anche con differenti sonorità. Resta sulla stessa linea “Sign Of Life”, la classica canzone melodic rock dal gusto vintage, ricca, accattivante impreziosita da uno splendido passaggio strumentale e da un bellissimo solo di chitarra. Chiude l’album la semiacustica “Last You’ll Ever See” dove si aggiunge una sottile linea blues e un tocco vagamente country… È pezzo delicato e introspettivo dove le capacità della band si esprimono al meglio. I punti di forza di questo lavoro sono la voce di Sami, estremamente versatile, graffiante all’occorrenza, melodica quando serve e i testi che mettono in luce il coraggio di andare avanti attraverso le difficoltà. L’unico difetto, se proprio se ne vuole trovare uno, è la durata. Con un paio di pezzi in più sarebbe stato perfetto... resta comunque un ottimo progetto, senza punti deboli o cali di qualità, sempre impeccabile e curato in ogni dettaglio che si fa ascoltare e riascoltare con entusiasmo.

Recensione a cura di Jenn Samael Lotti

80/100