Screaming Shadows

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2/10/2022 2 min read

Recensione a cura di
Alessia VikingAle

L’heavy/power metal con le sue melodie forti, i potenti cori, pesanti riffs e musicalità a prova di proiettile europeo è tra gli stili musicali più riconoscibili del metal. Questo sound che affonda le radici a metà tra gli dei del metal come Iron Maiden, Judas Priest e Rainbow, si è evoluto negli anni creando una costellazione di nuove leve (Avantasia, Rhapsody, Sabaton…) senza però perdere davvero la sua essenza. Ed è proprio qui che gravitano gli Screaming Shadows. Con quattro album all’attivo, la band diretta dal chitarrista dei Tigers of Pan Tang Francesco Marras torna con un nuovo lavoro: “Legacy of Stone”. Un potente insieme di canzoni che abbracciano le influenze heavy e NWOBHM del passato, ma con una nitidezza musicale ll’avanguardia. Il disco è disponibile sia in digitale che in copia fisica, versione vinile e CD tramite la From the Vaults. Prima di passare a parlare del disco, un po’ di cenni storici: la band si forma nel 1999 da un’idea del già citato Francesco Marras, dopo vari tentativi di line up e nome. Il loro primo lavoro ufficiale (escludendo demo e mini-CD) è l’autoprodotto “Behind the Mask” che ha subito colto l’attenzione della scena heavy/power. Gli anni successivi portano due nuovi album, (“In The Name Of God” nel 2006 e “New Era Of Shadows” nel 2009, entrambi usciti con My Graveyard Productions), prima che la band firmi con la Jolly Roger Records. L’album seguente, “Night Keeper” del 2011, è caratterizzato da una pletora di ospiti famosi quali Alessandro Del Vecchio (Edge Of Forever, Silent Force), Mattia Stancioiu (Crown Of Autumn), e Pier Gonella (Necrodeath), tra gli altri. Gli anni successivi hanno visto Marras impegnato in altri fronti e progetti, ma ora gli Screaming Shadow sono tornati! “Free me” inizia mostrando senza preamboli un heavy metal spinto e dai riff accattivanti. Orecchiabile e vivace, ma si nota un audio troppo basso per cori e voce, che risultano in secondo piano rispetto agli strumenti. “Heaven or hell” mostra un carattere hard rock con un brano in cui i cori fanno da padrone nel ritornello che ascoltato una volta si sedimenta nella testa nell’ascoltatore, rendendosi impossibile da dimenticare. “Crimes with no name” racconta una storia di crimini irrisolti e ci riesce grazie ai riff di chitarra che danno la giusta atmosfera di mistero al brano. “Love and hate” preme sull’acceleratore e punta tutto sugli assoli, ora rapidi ora articolati, ma sempre di ottima qualità. Un ottimo brano, veloce e coinvolgente. “The devil’s mask” rallenta il ritmo per puntare su un’atmosfera sofisticata, quasi da ballad, per narrare di angeli e demoni. “Lost child” mantiene un ritmo medio e punta su un’atmosfera grave data da assoli e riffs e da un ritornello che sa di richiesta disperata. “Live for your dreams” spazza via tristezza e malinconie del precedente brano mostrando le unghie con questo brano, un esplosivo mix di ritmo serrato e riffs ed assoli feroci. “Stand in line” tiene il ritmo sui toni dell’heavy metal classico per creare un brano facile all’ascolto che riesce a convincere l’ascoltatore, soprattutto grazie alla forza del ritornello, semplice ma efficace. “Shake your blood” è una traccia semplice e diretta che mira dritta al cuore dell’ascoltatore, dimostrando che non servono tecnicismi e fronzoli per creare una traccia convincente. “Where I have been up to now” mostra un ritmo semplice e serrato, però risulta sottotono e meno ispirato rispetto alle altre tracce, forse questo giustifica l’ultima posizione nell’album. Un ritorno in pompa magna per Francesco Marras e gli Screaming Shadows, che hanno pienamente dimostrato che gli anni di stop non hanno fermato la voglia di fare heavy metal di qualità!

75/100