Sense of Noise

Recensione a cura di Daniele Blandino

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3/19/20220 min read

Recensione a cura di Daniele Blandino

Nati nel 2020 nel mezzo della pandemia a Città del Messico, i Sense of Noise sono una band di Melodic Death Metal che mescola la velocità e la ferocia del Death Metal con growls, un ampio uso di melodie orecchiabili sulle chitarre e sulle voci pulite e un tocco di produzione moderna con influenze musicali dal metal e da altri generi. La band è composta da membri con una notevole esperienza in diversi settori dell'industria musicale all'interno e al di fuori del metal. I fratelli Jerome e Bart Chanona hanno suonato in festival europei come il Wacken Open Air e Metaldays, così come Knotfest e Domination Fest, inoltre hanno collaborato con David Vincent (ex Morbid Angel) nella loro band precedente. Fede DʼEmpaire è un produttore musicale in vari generi; ha prodotto l’album di Anna Fiori l’album di maggior successo di Anna Fiori "In Ohtli Tonalli". Diego Caná ha suonato in festival internazionali come il Cumbre Tajín e il FILIJ. Nib Sen ha lavorato con membri di Therion, Shining e Snowy Shaw nel suo progetto di Metal sperimentale, The Outsider. sperimentale, The Outsider. Il gruppo ha recentemente reclutato il bassista Mao Rubio, che ha fatto parte di altri progetti metal. Nel 2021 i Sense of Noise hanno pubblicato tre singoli, l'ultimo "Zero Killed" vede la partecipazione di Björn "Speed" Strid dei Soilwork come cantante ospite, che fa anche un'apparizione speciale nel video musicale, hanno anche pubblicato il molto melodico "Morning Glory", che è uscito insieme ad un bellissimo lyric video di animazione, e "The Broken Hope", il loro singolo di debutto uscito con un video ufficiale, tutte le canzoni sono state prodotte e mixate da Fede D'Empaire e masterizzate da Tony Lindgren ai Fascination Street Studios in Svezia. I testi della band trattano della vita e della morte, da un punto di vista ottimista ma realistico e onesto. Inoltre, aggiungono al loro concetto e ai loro testi piccoli elementi presi dalle radici culturali della loro patria. I Sense of Noise pubblicheranno il loro album di debutto il 5 novembre, con Antony Hämäläinen (Meridian Dawn, ex-Nightrage) come cantante ospite, questo album è destinato a collocarli come la band rivelazione in Messico, la loro patria, e come una band promettente nella scena mondiale del melodic death metal. Un altro singolo è previsto prima dell'uscita dell'album. Discreto debut album di melodic death metal di stampo moderno, la band riesce ad amalgamare discretamente bene le parti melodiche con le parti di death metal puro, riescono a inserire del loro sound anche delle novità personali. L’album è composto di 9 brani di durata complessiva di 33 minuti e 52 secondi. La lineup è composta da: Diego Caná chitarra, Bart Chanona batteria, Nibsen tastiere, Jero Chanona voce e Mao Rubio basso. Ci sono anche degli ospiti come Björn "Speed" Strid alla voce nella traccia 6 “Zero Killed”, Antony Hämäläinen alla voce nella traccia 8 “Rage of Existence” e come ultimo guest Federico D'Empaire alla chitarra e alla voce pulita. L’album si apre con “A Forgotten Oath”: brano strumentale di circa due minuti, la band riesce a personalizzare il lavoro e trasportare il pubblico nel loro mondo e stimolarlo a proseguire il viaggio sonoro, quasi ipnotico, appena intrapreso. Secondo brano, “The broken hope”: viene esaltato il potenziale espressivo dalla band, l’alternanza di voce growl e pulita è ben amalgamata, inoltre una parte strumentale, inserita con arte, non fa che esaltare il tutto anche con il contributo delle tastiere inserite in punti specifici. Di tutt’altro genere è la terza traccia “War Within”, il carisma interpretativo dei due brani precedenti lascia il posto a note morbide per un pubblico pseudo-romantico, i riff semplici stridono con il percorso iniziale. Con la quarta traccia “Morning Glory” la band sembra ritornare sulla strada delle prime due inserendo anche una parte melodica che si amalgama bene nel discorso musicale intrapreso, pure la parte death è ben inserita. Probabilmente la scelta stilistica porta il batterista ad effettuare un drumming piuttosto statico e monotono. Quinta traccia “March of the Fallen”: brano, a mio giudizio, poco ispirato quasi tecno e nu metal che snatura tutto ciò che era stato fatto fino ad ora, il pubblico si trova disorientato, deluso e svuotato di quella carica emotiva necessaria per proseguire il percorso iniziale. Sesta traccia “Zero Killed”: brano che mi appare piatto e senza mordente. Sdolcinato e stucchevole, esattamente l’opposto di ciò che il pubblico, probabilmente, si aspetterebbe. Settima Traccia “Our Dying Light”: dopo la delusione dei due brani precedenti ecco arrivare questo, indubbiamente apprezzabile, sound lento e coinvolgente; un drumming più vario ed un ritmo migliore, le parti elettroniche e ritmiche si amalgamano molto bene, anche il passaggio al death è ben studiato, il viaggio interrotto con i brani precedenti viene ripreso. Indubbiamente un brano apprezzabile che ha tutte le caratteristiche per diventare una hit; speriamo che continuino su questo stile. Ottavo brano “Rage of Existence”: leggermente sottotono rispetto al precedente, ma comunque apprezzabile, la mescolanza tra l’ispirazione hardcore, l’elettronica tendente al dance ed il melodic death dà origine ad un genere nuovo che potrebbe essere apprezzato da un pubblico giovane, purtroppo così facendo snatura leggermente il discorso musicale intrapreso inizialmente, comunque il lavoro non delude eccessivamente e mette in risalto la personalità della band pronta a sperimentare nuovi sound., L’album si chiude con “Sense of Darkness”: brano molto simile a quello precedente, quasi collegati, leggermente meno sperimentale e con più canoni classici. A mio parere, in generale, Il difetto principale è la scarsità di mordente per cui risulta un album piuttosto piatto piano intriso di stereotipi del genere. Come debut album non è da scartare completamente, sicuramente i ragazzi hanno un ampio margine di miglioramento, in primis non devono cadere nel “piacere ad ogni costo e compiacere il commerciale”, migliorare l’uso dell’elettronica, avere più fantasia nel drumming ed infine continuare con le sperimentazioni. Tecnicamente sono abbastanza validi. Lo consiglio sia agli amanti del genere.

50/100