Stellar Void

Recensione a cura di Alessia VikingAle

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2/26/20221 min read

Recensione a cura di Alessia VikingAle

Il progetto Stellar Void nasce dalle menti di Maelar e Sigmund, già partner musicali nel progetto gothic metal Inner Missing. Chrysalis è il loro EP di debutto, uscito il 26 novembre ormai dello scorso anno, ed esplora le opportunità che emergono quando si fonde una voce operistica femminile con furiosi blast beats black metal e corposi arrangiamenti sinfonici.

“Shifting Sands” ha il compito di aprire il disco. Questa canzone, scelta come singolo “apripista” dell’EP e anche come lyric video, è stata scritta ben più di dieci anni fa, come da dichiarazione di Sigmund. La canzone è pomposa, oscura ed evocativa. Le liriche alternate tra voce maschile growl e lirica femminile funzionano quasi sempre, con qualche picco poco ispirato nei passaggi in cui ci sono solo voce e tastiera.

In “Chrysalis” blast beats e sinfonie creano un mondo oscuro dove la voce lirica femminile sembra rappresentare l’unico faro verso la salvezza. Una traccia in cui le potenti orchestrazioni e i riffs malvagi sono i punti forti della canzone.

“The Oath” è aggressiva e mette le orchestrazioni in secondo piano (ma sempre presenti per dare quel tocco di magia nera in più) per mostrare un lato crudele e mefitico, non risparmiandosi sulle sfuriate blast beat.

“The Seer” chiude l’EP con un’atmosfera maestosa e mefitica, cui il picco massimo sono gli assoli a metà canzone uniti a blast beat e orchestrazioni.

Consigliato ai fan di black metal sinfonico e di gruppi come Dimmu Borgir o Cradle of Filth, qui troveranno buon materiale.

Chrysalis è un buon EP di debutto e gli Stellar Void sono da tenere d’occhio per le loro uscite future!

70/100