Sweeping Death

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2/12/2022 2 min read

Recensione a cura di Jenn Samael Lotti


Il primo EP della band tedesca Sweeping Death, "Astoria"(2017), è un mix di heavy metal classico e suoni progressive. Nel 2018 esce il loro primo album "In Lucid" che segna un loro forte punto di evoluzione sia nello stile che nelle sonorità. Gli Sweeping Death hanno finora suonato oltre 120 spettacoli e hanno condiviso il palco con diversi artisti internazionali. I concerti in Svezia, Francia, Italia, Austria e Repubblica Ceca hanno contribuito a conquistare un pubblico più ampio. Il nuovo EP "Tristesse" rappresenta la terza uscita della band e la registrazione è iniziata durante la pandemia di Covid.
L’intero progetto è stato sviluppato attorno al numero 3. Nelle tre canzoni viene descritto il viaggio dell'io lirico che, a partire dal primo livello tenebroso, freddo eppure vicino alla vita, arriva mediante una trasformazione dall'interno, all'ultimo livello, quasi divino. Il numero 3, come concetto, è costantemente ricorrente nella natura e nella filosofia. Il titolo dell’album è l’ unione di “Tris + esse”, un gioco di parole latino in cui vi è "Tri"( "tre") ed "esse" ("essere"). Quindi, possiamo dire che "Tristesse" sta per "tre essere" o "trinità". La parola richiama anche il termine inglese/francese per “tristezza”. La prima traccia, “The World As Will”, è stata accompagnata da un video realizzato appositamente in bianco e nero per visualizzare l'oscurità e anche l'intransigenza del primo livello. Nel corso del video, a seconda della parte, si alternano anche passaggi cupi a scene di natura sublime. Anche la seconda traccia, “Alter The Rift”, è accompagnata da un video, semplice, ma suggestivo, in cui capeggia in alto il numero tre. L’intro a pianoforte, crea un’atmosfera quasi sognante.
Apice di questo percorso evolutivo è “Sublime me”, la terza ed ultima traccia. Niente è lasciato al caso, nemmeno la cover che, concepita da Eliran Kantor, riporta una perfetta rappresentazione grafica di questa trasformazione in tre fasi. I punti di forza di questo album sono l’uso eccelso delle chitarre che combinano trash metal, riff più orecchiabili e influenze progressive e la voce, sempre impeccabile, che va ad impreziosire il tutto. Si tratta di un ottimo lavoro, nella sua brevità assolutamente perfetto.

90/100