Thine Inner Sanctum

Recensione a cura di Claudio Cerutti

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4/16/2022 0 min read

I Thine Inner Sanctum sono una black doom metal proveniente dalle fredde lande Scozzesi e più precisamente dalla capitale Glasgow.Poco o nulla si conosce sulla band...sembrerebbe che dietro il moniker della band si celi un unico mastermind. La proposta musicale dei TIS è votata ad un oscuro e pesante Doom Metal pesantemente influenzato dai primissimi My Dying Bride e Paradise Lost. Presenti all'interno del sound della band richiami al black prima ondata (Emperor, Celtic Frost) il tutto immerso in una buona dose di partiture sinfoniche. Arrivati al secondo EP, i Thine Inner Sanctum, sono una realtà proveniente dall'underground più underground come si evince anche dalla produzione scarna e molto rozza. Il primo brano è in realtà una riproposizione in tono minore di “Obscured” dei Celtic Frost, tratta da quel nero monolite di Monotheist La seconda traccia “Wandering in a Pale” dall'incedere soffocante e oppressivo fonde in maniera discreta partiture pesanti con squarci di triste melodia. “Faith” come le successive “Doubt” e “Despair” sono dei brevi intermezzi ispirati a pezzi di musica sacra. “God is Silent” e “Dark Sky Weeping” partendo dai loro incipit sinfonici, virano presto su solidi territori doom, il tutto accompagnato da un cantato davvero efficacie, angoscioso proveniente direttamente dall'oltretomba..Due brani tra i più interessanti del demo, dotati anche di spunti interessanti ma penalizzati da una produzione, a mio giudizio, davvero scarsa. Interessante la strumentale “Failed Legacy” in cui i synth e le tastiere donano al brano un' atmosfera malinconica e decadente In chiusura “Three Times i Denied” svela all'ascoltatore la passione della band per il black più grezzo, primordiale e tirato, in cui la produzione gioca a favore, donando al brano un buon feeling di old school BM. In definitiva “Dark Sky Weeping” è un discreto lavoro, che può trovare estimatori quasi unicamente tra i divoratori più incalliti nel panorama ell'ultra-underground metal. A giudizio di chi scrive la produzione (molto carente per un demo uscito nel 2021) penalizza un po troppo il lavoro, dotato di spunti interessanti ma anche di diversi passaggi ingenui. Coraggiosa ma anche penalizzante in questo caso, la scelta di stampare il demo in cassetta.

Recensione a cura di Claudio Cerutti

55/100