Vulture Lord

Rockers And Other Animals, created by Valeria Campagnale, is born from the passion for hard rock. After a long experience in this publishing world, for Italy and abroad.

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2/12/20222 min read

Recensione a cura di DANIELE BLANDINO

La band si forma nel 1995 a Hønefoss, Viken in Norvegia grazie al cantante Sorath Northgrove che ha militato nei gruppi Faun (Voce (1993-1995) e Beastcraft (2003-2013); i Vulture Lord nel 1997 registrano la loro prima demo intitolata “Exorcism of the Holy Ghost” e l’anno successivo registrano la demo “Desire for the Dead”, tra il 1999 e il 2000 registrano due compilation “Deathfuck” e “Kill the Children of God”. Bisogna aspettare il 2003 per il debutto del loro primo Full-length intitolato “Profane Prayer” e, tre anni dopo, pubblicano l'EP intitolato “Blasphemy”.

Ben 18 anni dopo, precisamente il 15 luglio 2021, tornano con un nuovo album in studio dal titolo “Desecration Rite”.

Insufficiente album di thrash/black di stampo classico che non aggiunge nulla di nuovo, minimizzando al massimo il genere.

L’album contenente 9 tracce ha la durata totale di 38 minuti e 20 secondi, con l'artwork semplice e minimalista.

La line-up comprende: Sorath Northgrove (Voce), Malphas (Chitarra e Basso), Enzifer (Chitarra) e Uruz (Batteria) e con Diabolus come special guest nella traccia 9 “Perverting the Bible” di cui ha curato soundwriting e chitarra.

“Glorification of the Dethronation” è una intro parlata di 59 secondi, dovrebbe dare l’imput all’intero lavoro, ma non sembra all’altezza di tale missione, speriamo che il prosieguo dell’opera mi faccia ricredere.

Il primo brano: “Bloodbound Militia” ha un ritmo abbastanza veloce che catapulta l’ascoltatore nel percorso musicale voluto dagli artisti, un brano senza una trama precisa, probabilmente la composizione ha studio accurato alle spalle per suonare in questo modo m minimalista.

Il secondo brano: “Stillborn Messiah” potrebbe far ricredere il giudizio espresso precedentemente, qui le note sembrano avere un senso compiuto con un sound basilare.

La terza traccia, “The Vulture Lord” pare prendere spunto dal genere senza nulla aggiungere, mentre con “Diabolical Intervention” troviamo un brano migliore dei precedenti, con idee sono discretamente buone.

Mentre le precedenti tracce riescono comunque a dare un peso all'album, seppur leggero, “Prepare The Coffin” è probabilmente il pezzo meno riuscito.

Dalle prime note di questa sesta traccia: “Beneficial Martyrdom”, si denota un netto miglioramento ed anche in “Burning the kingdom of God”, in cui il gruppo esterna il mood migliore con un sound abbastanza coinvolgente, una buona calibrazione del mixer tra thrash e black attestano questa traccia la migliore dell’intero lavoro, dimostrazione palese che il talento esiste, ma l’impegno lascia in alcune tracce pare più fiacco facendo svalutare l'album.

Più discontinuo il suono in “Perverting the Bible”, eppure il talento è evidente.

Dare una seconda possibilità a questo gruppo mi sembra doveroso.

20/100