Hootenanny Freaks

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2/10/2022 2 min read

Rcensione a cura di
Jenn Samael Lotti

"Eyes Of The Warrior" è il secondo album in studio degli “Hootenanny Freaks”, band finlandese fondata nel 1997. Il primo album, "Freakshow", risale al marzo del 2019. Durante i suoi oltre 30 anni di carriera, il gruppo ha rilasciato anche due EP. I membri della band sono Marko Kuurne (batteria), Pepe Tamminen (voce), Esko Kemell (chitarra), Aapo Häyrinen (chitarra e tastiere) e Marko Leino (basso). I musicisti attuali sono insieme dal 2016 e hanno ormai consolidato il loro sound. La loro musica è fortemente influenzata da band rock old school nazionali e straniere. Oltre alle proprie canzoni, gli Hootenanny Freaks suonano famosi classici del rock. Il nuovo progetto è stato realizzato tenendo come punto di riferimento le tradizionali band heavy metal, ma traendo ispirazione anche dal rock'n'roll anni '70 e '80 con l’aggiunta di pesanti riff di chitarra.

Poche canzoni si allontanano dal classico stile della band, ma rispetto al lavoro precedente, è stato dato più spazio alle tastiere che rendono il sound un po’ “meno heavy” e più vicino allo stile degli Europe (almeno prendendo come riferimento brani più conosciuti). Questo nuovo album è stato preceduto dall’uscita di tre singoli: “Isolation”, “Girl On Fire” e “Night Train”. Tutte e tre le canzoni e i video hanno ricevuto molti feedback positivi, dall'Europa al Sud America e fino all'Australia.

Apre l’album “Down to Drain” con una batteria potente e un ritmo molto marcato. È una traccia decisamente energica e trascinante, un ottimo inizio.

Segue “Night Train”, la cui uscita è stata accompagnata da un video con una storia a tema fuorilegge ispirata alla serie TV “Sons Of Anarchy”.

La successiva è la “title track” con un tema dalle influenze “epic metal”.

“Girl on fire” ha il suo punto di forza in un’ottima base ritmica.

“Are you Ready” è un brano dall’anima Rock che trascina e diverte. Il tema è messo in evidenza da un ottimo uso dei cori.

Segue “Shadows in Paradise” impreziosita da un intro di chitarra molto melodico a cui segue un brano ritmato e veloce.

“Isolation” ha una ritmica molto potente e delle chitarre interessanti.

“I Don’t Care” ha un ritmo che da dipendenza e si fa non solo ascoltare, ma riascoltare sempre con lo stesso entusiasmo. Si differenzia dalle altre tracce per le leggere sfumature Punk. Chiudono il progetto “Die Happy” con Riff in puro Hard Rock e “Gone”, una ballata accompagnata dal suono del pianoforte. In conclusione, si tratta di un ottimo album che strizza l’occhio alle band storiche sia del classic Heavy Metal che del Rock arricchito, da ottime chitarre e da una ritmica potente.

80/100