Mastercastle

Recensione a cura di Daniele Blandino

REVIEWS INSANE VOICES LABIRYNTH

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4/9/20225 min read

MASTERCASTLE è un gruppo heavy metal, formato nel 2008 dal chitarrista Pier Gonella (membro anche di gruppi Necrodeath, Vanexa, ex Labyrinth) e la vocalist Giorgia Gueglio. Si tratta di un mix naturale tra lo stile virtuoso della chitarra di Pier e la voce femminile individuale di Giorgia, che hanno funzionato bene insieme. Dopo le prime prove, hanno scritto un gran numero di canzoni ma non è stato scelto un genere fisso e l'enfasi è stata quella di produrre musica in modo naturale. La formazione fu completata dal bassista Steve Vawamas e dal batterista Alessio Spallarossa. Hanno registrato un promo di quattro canzoni per guadagnare un po' di interesse da parte delle etichette. Nel giugno 2008 l'etichetta finlandese Lion Music ha offerto loro un accordo per pubblicare l'album di debutto album "The Phoenix" nel 2009, 17 aprile. L'album ha incontrato il plauso della critica e il video di "Princess of Love" ha rapidamente raggiunto oltre 100.000 visualizzazioni su YouTube. La band aveva anche un accordo con l'etichetta Spiritual Beast per una release giapponese. Con la grande esperienza dell'album precedente, la band ha scritto rapidamente un altro album, così "Last Desire" è stato pubblicato tramite Lion Music il 18 giugno 2010, seguito dal videoclip Last Desire. Nel 2011, durante la composizione di nuovo materiale, la band è stata inclusa nel progetto Embrace The Sun, un cd "benefico" prodotto da Lion Music e dedicato alle vittime dello tsunami e del terremoto che hanno colpito il Giappone nel 2011. La band ha donato la canzone intitolata "Sakura" (anche come videoclip) e l'album è uscito nel 2011, includendo Jennifer Batten e molti altri musicisti. Poi la band ha finito la produzione del nuovo album che è stato pubblicato da Lion Music il 18 novembre 2011, e intitolato "Dangerous Diamonds", seguito nel 2013 dall'album intitolato "On Fire". Nel 2014 la band ha firmato un accordo con Scarlet Records per la pubblicazione del quinto album intitolato "Enfer (De La Bibliothèque Nationale). L'album è stato descritto dalla band come il loro sforzo più pesante mantenendo il loro marchio di fabbrica, con una menzione speciale per la più forte produzione di cui la band abbia mai beneficiato. beneficiato. Nel 2017 la band ha pubblicato l'album "Wine of Heaven". Poi, il 28 giugno 2021, i Mastercastle sono tornati con il singolo e videoclip intitolato "Who Cares for The Moon" con Fabio Lione (Rhapsody of Fire, Kamelot, Angra etc) come ospite. E alla fine di ottobre, la band ha firmato un accordo con Diamonds Prod per pubblicare il nuovo album "Lighthouse Pathetic", previsto per l'inizio del 2022. "Lighthouse Pathetic" sarà promosso da Diamonds Prod e Musicart. Distribuzione del CD tramite la pagina Bandcamp della Diamonds Prod, Amazon e i mercati musicali online. Buon album di power metal: le canzoni sono molto ben eseguite e le tracce non sono molto lunghe; l’intero lavoro comprende 10 tracce e la durata complessiva dell’album è di 44 minuti e 56 secondi. Nell’esecuzione dell’album la band ha chiamato diversi ospiti: Fabio Lione, Andrea De Paoli, Mattia Stancioiu, Alberto Gaggiotti e Francesco "Frullo" La Rosa. La lineup della band è composta da: Alessio Spallarossa alla batteria, Steve Vawamas al basso, Pier Gonella alla chitarra e Giorgia Gueglio alla voce. L’album si apre con “Who Cares for the Moon”: ottima opening intensa e coinvolgente che suscita subito forte emozioni. La voce di Giorgia si sposa perfettamente con la voce maschile del Guest (Fabio Lione), la parte musicale e ben eseguita ed ogni strumento trova il suo spazio senza soprapporsi un con gli altri; si continua con “The Lighthouse Pathetic”: ottima continuazione del brano precedente sempre molto emozionante e ben eseguito, in questo brano risalta tutta la personalità espressiva e l’esperienza dei musicisti, come ne brano precedente un punto di forza è lo spazio che occupa ogni strumento senza interferire con gli altri, inoltre la voce del cantante, molto calda, provoca forti emozioni toccando le corde più intime dell’ascoltatore; la terza traccia: “That's All”, apre con un arpeggio di chitarra molto ben eseguito che introduce il resto degli strumenti, l’esecuzione non risulta assolutamente monotona, anzi, esalta le capacità tecniche del chitarrista, discreto e senza incorrere in esagerazioni sonore, anche in questo brano, come del resto in tutto l’album, ogni strumento ha il suo spazio ed armonizza perfettamente con gli altri; quarta traccia “Rosso Profondo”: e una delle due tracce tutte strumentali, ottima cover di profondo rosso dei Goblin con delle sonorità veramente intriganti, ci mettono tutta la loro personalità ad interpretarla, il loro stile si sente pieno, non è una copia dell’originale, anzi, sembra una loro canzone originale, le parti di tastiere si intrecciano con la chitarra ed in seguito con gli altri strumenti, ascoltando questo brano sembra quasi di vedere e vivere il film di Dario Argento; Quanta traccia “Call Your Wings”: dopo un brano strumentale ritorna il cantato, energico e coinvolgente, ben eseguito e vario, i componenti della band lo eseguono egregiamente, con variazioni sonore di rilievo artistico notevole; non è assolutamente banale e monotono, inoltre la voce del cantante è da considerarsi un’arma in più; Sesta traccia “Monster Whispers”: brano leggermente più lento dei precedenti, quasi in stile blues, molto coinvolgente, la variazione di stile sorprende, a questo punto sorge spontanea una domanda: “Quali altre sorprese ci riserveranno gli artisti?” Non è semplice passare dal power metal al blues! Nello specifico il gruppo dimostra tutta la sua bravura, la mescolanza di due stili così diversi fa loro onore ed esalta il loro particolare; Settima traccia “Diamonds”: brano molto veloce in stile power metal, coinvolgente, il loro stile personale è sempre più presente, gli apprezzamenti si sprecano, il pubblico, sempre più coinvolto, viene catapultato con violenza nell’interno della canzone, le immagini che essa produce nella mente sono così nitide da sembrare reali; Ottava traccia “Fantastic Planet”: con questa traccia si conclude l’esperienza strumentale del lavoro, la durata di oltre sei minuti lo rende il più longevo dell’album, brano molto più lento rispetto al precedente, si viene catapultati nell’intimità più nascosta del nostro “ego”, l’immagine di mondi lontani, e pianeti fantascientifici si fa largo nel nostro inconscio, la mente spazia fra il reale ed il fantastico, arrivando alla fine della canzone senza il minimo sforzo mnemonico; ancora una volta la bravura dei musicanti viene messa in evidenza; Nona traccia “Space”: il viaggio spaziale iniziato con il brano precedente continua, le note ci accompagnano, quasi per mano, all’esplorazione di nuovi mondi, la musica si trasforma in immagini fantastiche provenienti dal nostro intimo; ottimo brano di introduzione al gran finale; Con la seconda cover “Fast as a Shark (Accept cover)” l’album si chiude, ottima esecuzione con un ospite alla voce, non è una copia dell’originale ma un’interpretazione personalizzata della band, rispetto hai brani precedenti è leggermente meno coinvolgente, sorprende la scelta del brano, non uno molto famoso, eseguendolo in maniera magistrale. Ottimo album coinvolgente e pieno di personalità è un lavoro che va ascoltato più volte per percepire a pieno tutte le sfumature che offre, non è un album scontato e banale anzi emotivamente è molto intenso e tocca pensieri e sentimenti diversi per ognuno che lo ascolterà, ascoltarlo è un esperienza unica, la band ha chiamato delle super guest e li hanno coinvolti con brani adatti alla loro personalità, la registrazione è magistrale, in ogni traccia si sente bene ogni passaggio e ogni strumento, la marcia in più del lavoro è la voce della cantante che si sposa perfettamente con le tematiche che album trasmette. Lo consiglio sia agli amanti del genere sia quelle persone che si avvicinano a questo genere e che hanno la voglia di qualcosa di nuovo.

Recensione a cura di Daniele Blandino

98/100