The Three Tremors

Recensione a cura di Alessia VikingAle

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3/17/2022 3 min read

I The Three Tremors, band formata da Tim “Ripper” Owens, Harry “The Tyrant” Conklin e Sean “The Hell Destroyer”, ritornano in pompa magna dopo il successo del loro omonimo album d’esordio e diversi tour tra Nord America ed Europa con un nuovo lavoro fresco di uscita. Trattasi di “Guardians of the Void”, disco concepito dopo una pausa forzata dai concerti causa pandemia, dove i nostri non hanno perso tempo ed hanno iniziato subito a lavorare su nuovi pezzi.

“Guardians of the Void” contiene dodici pezzi dove si spazia per l’intera base dell’heavy metal, con una cover disegnata ancora una volta da Marc Sasso, già collaboratore con testate come Marvel, WWE, Halford, Dio, Cage e molti altri ancora.

“Bone Breaker” non lascia tempo ai preamboli e presenta fin da subito un heavy metal spinto con le tre voci a comandare sull’impatto uditivo, cantando in coro con un risultato esplosivo.

“Guardians of the Void” punta sulla velocità sia nella musica che nel cantato, offrendo un brano omonimo che è un perfetto biglietto da visita per invogliare chi ancora era dubbioso ad ascoltare il disco.

“Kryptonian Steel” rallenta per dare spazio a riffs potenti. Anche questo brano risulta ottimo all’ascolto, coinvolgente e ben scritto.

“Crucifier” rallenta ulteriormente il ritmo mostrando la cosa più vicina ad una ballad che ascolteremo. La canzone mantiene un ritmo costante facendo leva sui vocalizzi, che qui anziché cantare in coro si danno il cambio con varie parti da solisti, per tornare insieme durante l’esplosivo ritornello.

In “I Can't Be Stopped” il doppio pedale torna a macinare bpm in una traccia esplosiva che mostra senza compromessi le potenzialità della band, rendendola una traccia imperdibile.

“Frailty” punta su atmosfere sinistre ed alternarsi di voci che sembrano ora

dialogare tra loro ora unirsi ad un’unica voce, come una Legione.

“Operation Neptune's Spear” inizia con delle tracce audio presi da telegiornali riguardo l’11/9 e Bin Laden, usando la tragedia per ingranare la marcia e sparare un altro brano al fulmicotone, che non lascia respiro con la sua andatura veloce e costante.

“Chained to the Oar” vira ancora ambientazione mostrando un’atmosfera potente e sinistra insieme, grazie ai riffs oscuri, la batteria cadenzata e ovviamente le tre voci che si mescolano insieme per creare un mix d’impatto.

“Catastrophe” si impone con il suo ritmo da marcia, unendovi intriganti riffs di chitarra a scandire le varie parti del brano. Il ritornello era creato per essere la punta di diamante del brano, ma un improvviso ed ingiustificato calo di volumi delle voci lo fa passare in secondo piano.

“Wickedness and Sin” è una traccia dalla potenza travolgente incapace di lasciare superstiti dopo il suo ascolto. Tutto è pure potenza di fuoco, dalle chitarre rombanti che sfornano assoli e tapping come se non ci fosse un domani, dalla batteria instancabile capace di cambiare atmosfera in meno di un battito di ciglia, e dalle voci che qui si esprimono al meglio.

“The Fall of Rome” avanza con ritmo serrato narrando man mano che i minuti avanzano la caduta di Roma facendo capire attraverso la musica il senso di sconfitta imminente, nonostante l’impegno nel cercare di resistere.

“War of Nations” regala un’ultima perla all’ascoltatore in questo esplosivo finale. Doppio pedale sparato a manetta, chitarre che regalano per un’ultima volta riffs accattivanti e i tre cantanti che offrono un’ultima performance di tutto rispetto.

“Guardians of the Void” dosa furia e riflessioni, tutti i brani sono molto validi e senza cali di qualità, incapace di annoiare l’ascoltatore. Rimane solo un piccolo appunto sul mixaggio, dove i volumi sono distribuiti in maniera poco equa, penalizzando le voci, che dovrebbero invece fare da fulcro al disco. Per quanto riguarda le capacità canore dei tre Tremors non credo ci sia nulla da dire, in quanto sono pietre miliari della musica heavy metal qui in splendida forma.

Imperdibile per i fan dell’heavy metal e dell’hard rock, che qui troveranno ottimo pane per i loro denti.

VOTO: 85/100

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